La storia dello zafferano

Spezia pregiata e dalla storia antica, lo zafferano si trova ormai in tutte le nostre cucine ed è presente in moltissime ricette italiane. Il suo aroma inconfondibile rende unici innumerevoli piatti in tutta Italia, dal famoso risotto lombardo all’arancina siciliana, ma da dove viene e perché è così costoso?
Lo zafferano è conosciuto da millenni: se ne parla nei papiri dell’Antico Egitto, nella letteratura greca e latina e persino nella Bibbia. Originario dell’Asia minore, furono gli arabi a introdurlo in Europa attraverso la Spagna. La nascita della cultura dello zafferano in Italia non ha una datazione precisa, ma è attestato che fu l’Abruzzo la prima regione nella quale la pianta cominciò ad essere coltivata.
Nel corso della storia, lo zafferano ha avuto gli usi più disparati: colorante per tingere i tessuti e per gli affreschi, farmaco naturale consigliato come analgesico, come digestivo e come calmante.
La spezia si ottiene dai pistilli, o meglio dagli stimmi, del fiore del Crocus sativus,raccolti a mano con estrema delicatezza. Per ottenere un chilo di spezia sono necessari circa centoventimila fiori. Ecco spiegato l’elevato costo di questo ingrediente che, nel corso della storia, si è meritato il nome di oro rosso proprio per il suo prezzo, oltre che per il caratteristico colore dorato.

Lo zafferano della Brianza

Lo zafferano della Brianza è una spezia di alta qualità e il fiore delle coltivazioni Mastri Speziali è caratterizzato da stimmi purissimi dall’aroma intenso. La produzione dello zafferano è un processo realizzato con cura e attenzione in ogni sua fase: si raggiungono i campi prima del sorgere del sole e i fiori vengono raccolti uno ad uno, prima che possano schiudersi. In laboratorio i fiori vengono aperti e selezionati, si prelevano i preziosi fili rossi e gli stimmi vengono riposti nell’essiccatoio, dove l’intenso aroma viene esaltato dall’aumento di temperatura.

Lo zafferano è un prodotto prezioso e Mastri Speziali porta avanti da anni l’amore per la terra e il territorio con la produzione di una spezia di altissima qualità. Per questo motivo, Da Nord a Food ha scelto di inserire lo zafferano di Mastri Speziali nella valigia Benvenuti al Nord, accompagnandolo con dell’ottimo riso Carnaroli: la coppia perfetta per un gustoso primo piatto. Completano la valigia la crema di funghi con tartufo (perfetta da spalmare su pane tostato come antipasto), i tradizionali baci di dama, per concludere il pasto con un classico della pasticceria piemontese, e una bottiglia di pregiato Grignolino del Piemonte della Cascina Montariolo.

Porta sulla tua tavola un pezzo di Nord Italia:

Il risotto alla milanese

Quando si parla di zafferano e riso Carnaroli, la prima immagine che viene in mente è probabilmente quella di un buonissimo risotto: il risotto alla milanese. Questo conosciutissimo primo piatto risalirebbe addirittura alla fine del 1500 e, secondo la leggenda, sarebbe nato quasi per gioco, durante le nozze della figlia di un famoso pittore fiammingo che all’epoca lavorava alle vetrate del Duomo di Milano. L’assistente del pittore, forse per scherzo, convinse il cuoco ad aggiungere al risotto un po’ dello zafferano utilizzato per la preparazione dei colori. Il risultato fu sorprendente: lo zafferano non solo conferì al piatto un colore simile all’oro, simbolo di ricchezza e prosperità, ma gli donò un sapore unico e squisito. Da quel giorno il risotto giallo preparato a Milano divenne famoso in tutta Italia.

La ricetta tradizionale del risotto allo zafferano

Ingredienti per quattro persone:

–      1 cucchiaio di zafferano in pistilli
–      ½ cipolla
–      Acqua q.b.
–      300g di riso Carnaroli
–      60g di grana da grattugiare
–      1 l di brodo vegetale
–      60g di burro
–      ½ bicchiere di vino bianco

Procedimento:

Per cucinare un perfetto risotto alla milanese, prima di tutto è necessario mettere in infusione il prezioso zafferano: ponete i pistilli in un bicchiere e ricopriteli completamente di acqua.

Lasciate in infusione per tutta la notte in modo che i pistilli rilascino tutto il loro colore.

Preparate un litro di brodo vegetale. In una pentola versate 30g burro presi dalla dose necessaria, scioglietelo a fuoco basso e in seguito aggiungete la cipolla tritata facendo soffriggere per circa 10 minuti. Unite il riso e fatelo tostare nel condimento. Bagnate il riso con il vino bianco e fate sfumare.

Lasciate cuocere il riso per circa 20 minuti, aggiungendo di tanto in tanto un mestolo di brodo e mescolando: il riso non deve mai asciugarsi e i chicchi devono essere sempre coperti dal brodo.

Cinque minuti prima del termine di cottura, versate l’acqua con i pistilli di zafferano che avevate messo in infusione, mescolate. Finita la cottura, togliete la pentola dal fuoco, aggiungete il burro restante e il formaggio grattugiato.Mescolate, coprite con il coperchio e lasciate riposare un paio di minuti prima di servire.

Potete guarnire il piatto con qualche pistillo di zafferano, del prezzemolo tritato o una semplice spolverata di grana grattugiato.