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Alla scoperta del Mirto: sapore e storia del profumo di Sardegna.

Alla scoperta del Mirto: sapore e storia del profumo di Sardegna.

Il mirto appartiene alla famiglia delle Myrtaceae ed è una pianta sempreverde che cresce spontanea in modo rigoglioso ed abbondante in Sardegna e in Corsica. In natura si presenta come un arbusto dal fusto legnoso con piccole foglie di forma ovale e appuntite di colore verde scuro, produce piccoli e profumati fiori bianchi o rosa disposti a raggiera che sbocciano nel periodo estivo, mentre i frutti sono costituiti da bacche ovali di colore nero-azzurro intenso che maturano nel periodo invernale tra novembre e gennaio.

Questa pianta fu largamente utilizzata per le sue straordinarie proprietà dalle più antiche civiltà. Dal latino "myrtus", dal greco "myrtos" indica un unguento odoroso, proprio per il soavissimo odore che le sue piante ed i suoi fiori diffondono. In epoca romana il mirto era considerato il simbolo della gloria, della prosperità e dell'amore eterno; i fiori di mirto erano spesso presenti durante i banchetti nuziali come segno propiziatorio. I Greci, invece usavano il mirto per cingere il capo dei vincitori durante i giochi olimpici. Associato alla dea dell’amore, Venere, il mirto rappresentava la purezza, la bellezza e la fertilità. Citato ed innalzato a simbolo della gloria poetica anche da grandi nomi della letteratura italiana come:  Torquato Tasso, Dante Alighieri e Giacomo Leopardi.

Molteplici sono le proprietà curative e i benefici del mirto principalmente attribuite alla presenza dell’olio essenziale. A questa pianta sono attribuite qualità balsamiche, antiinfiammatorie, astringenti, antisettiche, pertanto viene utilizzata per la cura di affezioni dell'apparato digerente e del sistema respiratorio. Da sempre, in Sardegna viene impiegata largamente anche in cucina, come erba aromatica sia per il profumo tutto particolare che dona agli alimenti, sia per le già citate capacità disinfettanti.

Dalla pianta del mirto dunque è possibile utilizzare tutto: dai fiori di mirto si ricava un'essenza, Acqua degli Angeli, già conosciuta nel medioevo ed usata oggi in cosmesi e profumeria per le sue proprietà tonificanti ed astringenti sulla pelle; le foglie invece, possiedo proprietà digestive, rinfrescanti e balsamiche vengono utilizzate per creare infusi. Le bacche, consumate appena colte, vengono impiegate per la preparazione di saporitissime confetture, invece essiccate vengono usate come spezie per insaporire i piatti di carne e pesce infine l’impiego più noto: dalla macerazione alcolica delle bacche si ricava il famoso liquore tipico della Sardegna, il mirto rosso.

Sono proprio le sopracitate caratteristiche che hanno stimolato nell'ultimo decennio I ‘interesse da parte degli istituti di ricerca ed enti per valorizzare e divulgare le straordinarie caratteristiche di questo piccolo frutto sempre più diffuso nella nostra cucina.

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